*si spreca troppa carta. Certo la carta è il meno inquinante degli involucri, ma teniamo pur sempre a mente che il suo “prezzo” in termini ambientali è l’abbattimento degli alberi… proviamo a riciclare la carta da regalo che siamo riusciti a preservare dalla furia di aprire il pacchetto a tutti i costi, o in alternativa usiamo involucri riutilizzabili almeno una volta (basta un nastrino sul regalo vero e proprio, che verrà consegnato al destinatario in un sacchetto natalizio, ovviamente di carta…. solitamente chi lo riceve lo adopera come “sportina” almeno qualche volta)
*si fanno troppi regali inutili. Ohi ragazzi ma quest’anno la bruttezza ha dilagato eh? Davvero lo stile “grande fratello” trionfa… ho il sospetto che i negozietti cinesi abbiano fatto affari d’oro. Regaliamo prodotti commestibili o in alternativa…. leggibili! Vino buono, prodotti della filiera agroalimentare (magari cruelty free, se posso aggiungere….), torte fatte da noi… e libri, libri, libri, che dati i tempi non sono mai abbastanza
*si mangia troppa carne… e questa è senz’altro la nota più dolente, soprattutto per le povere vittime della nostra ingordigia. Anch’io, pur mettendocela tutta, non ho potuto sottrarmi ai cappelletti materni. Sono tanto mortificata, ma mi da forza il pensiero che ho saputo essere categorica sul secondo. Chi sta vivendo la “transizione” ad un’alimentazione non violenta, si sforzi nel “gioco” sociale quanto meno di porre degli argini: se il tortellino si, l’arrosto assolutamente no (“mi appesantisce… ho sentito Veronesi dire che troppa carne fa male… ho un po’ di stipsi, necessito di verdura cotta…” e via via le scuse possono variare a seconda della fantasia e della reale volontà di cambiare alimentazione)
*infine: nonostante i buoni propositi, si finisce sempre per sciupare tanto denaro. Questo non c’entra con la tirchieria, ma con una sana consapevolezza che l’occidente sta scoppiando anche per la sua autolesionistica propensione al consumismo. Siamo programmati per consumare, spendere, lavorare come pazzi, per avere denaro da spendere, per consumare, per divertirci, spendere di più, lavorare di più, consumare….. BOOM! Ragazzi, basta così. Viviamo in semplicità e mansuetudine una festa che proprio della semplicità aveva fatto il suo tratto peculiare.
Ce n’è ancora… domani il veglione, poi Capodanno, Befana… insomma “adda passà a nuttata”, ma consoliamoci: con la pioggia o col sereno, anche l’ora più lunga dura sessanta minuti…
