giovedì 30 dicembre 2010

Decrescita natalizia

Dai, facciamo due chiacchiere in libertà, appena per rispettare l’obiettivo prefisso di quattro post al mese. Il Natale è bello, quasi per tutti, ma innegabilmente ha delle pesantezze. Vi elenco quelle che ho riscontrato io:
*si spreca troppa carta. Certo la carta è il meno inquinante degli involucri, ma teniamo pur sempre a mente che il suo “prezzo” in termini ambientali è l’abbattimento degli alberi… proviamo a riciclare la carta da regalo che siamo riusciti a preservare dalla furia di aprire il pacchetto a tutti i costi, o in alternativa usiamo involucri riutilizzabili almeno una volta (basta un nastrino sul regalo vero e proprio, che verrà consegnato al destinatario in un sacchetto natalizio, ovviamente di carta…. solitamente chi lo riceve lo adopera come “sportina” almeno qualche volta)
*si fanno troppi regali inutili. Ohi ragazzi ma quest’anno la bruttezza ha dilagato eh? Davvero lo stile “grande fratello” trionfa… ho il sospetto che i negozietti cinesi abbiano fatto affari d’oro. Regaliamo prodotti commestibili o in alternativa…. leggibili! Vino buono, prodotti della filiera agroalimentare (magari cruelty free, se posso aggiungere….), torte fatte da noi… e libri, libri, libri, che dati i tempi non sono mai abbastanza
*si mangia troppa carne… e questa è senz’altro la nota più dolente, soprattutto per le povere vittime della nostra ingordigia. Anch’io, pur mettendocela tutta, non ho potuto sottrarmi ai cappelletti materni. Sono tanto mortificata, ma mi da forza il pensiero che ho saputo essere categorica sul secondo. Chi sta vivendo la “transizione” ad un’alimentazione non violenta, si sforzi nel “gioco” sociale quanto meno di porre degli argini: se il tortellino si, l’arrosto assolutamente no (“mi appesantisce… ho sentito Veronesi dire che troppa carne fa male… ho un po’ di stipsi, necessito di verdura cotta…” e via via le scuse possono variare a seconda della fantasia e della reale volontà di cambiare alimentazione)
*infine: nonostante i buoni propositi, si finisce sempre per sciupare tanto denaro. Questo non c’entra con la tirchieria, ma con una sana consapevolezza che l’occidente sta scoppiando anche per la sua autolesionistica propensione al consumismo. Siamo programmati per consumare, spendere, lavorare come pazzi, per avere denaro da spendere, per consumare, per divertirci, spendere di più, lavorare di più, consumare….. BOOM! Ragazzi, basta così. Viviamo in semplicità e mansuetudine una festa che proprio della semplicità aveva fatto il suo tratto peculiare.
Ce n’è ancora… domani il veglione, poi Capodanno, Befana… insomma “adda passà a nuttata”, ma consoliamoci: con la pioggia o col sereno, anche l’ora più lunga dura sessanta minuti…

sabato 18 dicembre 2010

Sulla plastica



Le cose che dirò in questo post potrebbero essere imprecise. Anche perché non è esattamente semplice verificarle… ci ho provato in passato, ma ho ricevuto risposte alquanto nebulose.

Io non faccio la raccolta differenziata della plastica. Cioè, non la metto separata. Il perché è presto detto: nel nostro comune la “differenziata” non è che viene riciclata: viene semplicemente bruciata. Secondo me su questo punto anche la propaganda, come dire?, “ciurla nel manico”. Si dice che Ferrara è una città virtuosa, sbandierando i dati statistici sull’ammontare complessivo della raccolta differenziata. Ma la differenziata non si fa così! La vera differenziata non è scindibile dal recupero. La plastica bruciata produce diossina, o meglio: produce energia tramite gli inceneritori (il chè va a tutto vantaggio dei vari Hera, eccetera) scaricando diossina nell’ambiente. Ergo, secondo me fornirla ai comuni tutta assieme, dunque più “concentrata” equivale ad immettere in circolo più diossina… giusto? Nel breve periodo in cui è vissuto il gruppo Vandana Shiva – donne per l’ambiente avevamo organizzato diversi incontri, e in un’occasione mi era capitato di chiedere a un esponente ecologista un parere su questa mia interpretazione, e la risposta era stata molto fumosa “si però… intanto la gente si deve abituare… è una questione di educazione ambientale… certo si devono combattere gli inceneritori… ma intanto che portiamo avanti la cultura del riciclo… un giorno che i comuni si attrezzassero i cittadini così sono già abituati a differenziare”. Benissimo. “Quel giorno” lo farò anch’io. Per adesso mi limito a seguire con grande interesse la strategia “rifiuti zero” di Paul Connett, professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton. Negli anni a cui mi riferisco, diciamo circa cinque anni fa, era ben vivo e vivace a Ferrara il comitato “No inceneritore” e Connett venne invitato più volte, almeno due per quanto mi ricordo, dicendo sempre cose estremamente interessanti. Vi invito a cercare le sue interviste su Google, vale sempre la pena risentirlo, e a mo’ di esempio potete leggere una sui intervista qui. Ad ogni modo, mentre sospendo il giudizio e chiedo lumi alle mie tre lettrici, così alla spicciolata fissiamo questi punti: *acquistare detersivi solo nei supermercati che li distribuiscono “alla spina”, dove ci si può recare muniti del proprio contenitore da riusare più volte; *preferire le saponette ai saponi liquidi (sono quasi sempre avvolte in cartoncino anziché in involucri di plastica) e già che ci siamo, cercare sempre sui cosmetici e i prodotti per il corpo il marchio Cruelty free; *utilizzare per quanto possibile lo stesso criterio anche per le bevande: meglio il vetro della plastica, verificare quanto è potabile l’acqua del proprio comune e servirsi preferibilmente di quella, e più in generale: ri-usare, ri-usare, ri-usare. Certamente non basteranno i singoli comportamenti virtuosi se la politica istituzionale non si da un indirizzo sostenibile; sarà però utile a noi, alle nostre vite, perché vivere con cura mette ordine, educa al bello, aiuta a star bene con noi stessi.

lunedì 13 dicembre 2010

Inclusioni diffuse

Includere: parola bellissima che significa accogliere, contenere, anche com/prendere, in entrambi i significati. Il progetto che vado a presentarvi la sposa con diffondere, cioè far conoscere, distribuire, riversare ciò che si è appreso nel più ampio bacino della comunità. Così il Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara, CSV, ha voluto chiamare Inclusioni diffuse l’ambizioso progetto che coniuga l’accoglienza di chi è straniero/a con la valorizzazione di ciò che lo straniero/a porta nella nostra comunità. Se ne sono avuti finora saggi molto interessanti, quali il festival tenuto lo scorso settembre presso la rocca di Stellata, e il recente Progetto Videoreporter, svoltosi proprio nei giorni scorsi in città. Spesso il progetto interagisce con altre realtà operanti sul territorio: ad esempio il Mercatino del Libro e del Fumetto ha dato la disponibilità a commercializzare l’agenda di Inclusioni diffuse, così come la locale sezione di Emergency durante l’ultima edizione degli Emergency days ha ospitato tre incontri e un concerto. Per l’immediato futuro, si segnala la mostra di fotografie tematiche Portophoto che verrà presentata a Portomaggiore nel pomeriggio di sabato 18 dicembre.
Sono progetti forse ancora piccoli, ma significativi, e secondo me vanno aiutati perché contribuiscono alla qualità della vita di una comunità urbana.

martedì 7 dicembre 2010

Una donna

Apprendo da un articolo di Liberazione che Patrizia Moretti era stata invitata a partecipare alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano, Vieni via con me, per leggere il “suo” elenco, secondo le modalità della trasmissione. Ha dovuto rinunciare, perché la sera in cui era in programma la sua presenza si è reso necessario far spazio al ministro Roberto Maroni, risentito per il precedente intervento di Saviano. Ho pensato dunque di ospitare qui il suo intervento, limitandomi a rilevare che NON È STATO CHIESTO A UN UOMO di tirarsi da parte: è stato chiesto a una donna. Lo so, sono noiosa.

ELENCO DELLE OFFESE RICEVUTE PER IL SOLO FATTO CHE FEDERICO E’ MORTO PER MANO DI QUATTRO POLIZIOTTI - 54 lesioni. Ciascuna di queste avrebbe dato luogo ad un processo (Giudice F.M.Caruso) - 3 invocazioni di aiuto rivolte da Federico agli stessi poliziotti, prima dei rantoli mortali. - “Federico è morto perchè drogato” : dichiarazione dell’allora questore Elio Graziano - la pm che non si è degnata di andare sul posto e noi siamo stati avvisati solo dopo 5 ore - il fatto che a me e mio marito è stato impedito con la menzogna di vedere il corpo di mio figlio abbandonato sul selciato a poca distanza da casa - le parole “io so sempre dov’è mio figlio” pronunciate dalla prima pm per farci sentire in colpa dopo che il blog aveva scatenato la polemica e l’urgenza di chiarezza - “calunniatori”, “sciacalli” sono le offese e le umiliazioni dichiarate da alcuni sindacati di polizia ai media su di noi e chi ci aiutava - il rifiuto di riceverci da parte del vescovo di Ferrara - l’indagine per calunnia subita dagli avvocati Fabio e Riccardo che si ribellavano alle dichiarazioni ufficiali rilasciate dai vertici di Procura e Questura - le offese rivolte alla memoria di Federico dai difensori degli imputati durante il processo nell’impossibilità per lui di difendersi - le offese rivolte alla memoria di Federico definito “povero disgraziato” dal procuratore Minna intervenuto nel processo bis a difesa della dott.ssa Guerra - la querela della dott.ssa Guerra nei miei confronti, nonostante lei non sia andata sul posto, non abbia sequestrato i manganelli, le auto, non abbia raccolto testimonianze se non quella spontanea di Anne Marie Tsegueu e non abbia indagato i poliziotti che 6 mesi dopo, poco prima di lasciare il caso. Non ha avuto conseguenze disciplinari eppure ha querelato me e Lanuovaferrara che ha riportato la notizia della condanna in primo grado di suo figlio per spaccio di droga

ELENCO DEGLI ANGELI INCONTRATI DOPO CHE MIO FIGLIO E’ MORTO PER MANO DI QUATTRO POLIZIOTTI è un elenco qui molto parziale perchè la realtà include una moltitudine di persone che ci hanno sostenuto manifestando il loro senso civico, l’esigenza umana e sociale di trasparenza e di giustizia. - Fabio Anselmo, avvocato. A lui si sono affiancati Venturi, Gamberini e DelMercato. E’ diventato la voce di Federico in Tribunale e fuori dalle aule. E non solo per Federico, anche per Stefano Cucchi, e Giuseppe Uva, e diversi altri. Assume un ruolo politico perchè non ha paura di schierarsi contro chi commette abusi di potere. Riceve minacce, richiami e querele. -il popolo del blog costantemente presente - il cardinal Ersilio Tonini, Arcivescovo di Ravenna. Insieme a don Domenico Bedin ci ha trasmesso il calore della fede e il calore umano della condivisione e della solidarietà - Anne Marie Tsegueu, la cittadina di via Ippodromo. Ha dato a tutti una lezione di civiltà. - Nicola Proto, il magistrato che ha avuto il coraggio di fare il suo dovere senza condizionamenti e lavorando in un clima difficilissimo perchè fosse fatta giustizia -Gaetano Sateriale, sindaco di Ferrara, che si è ribellato all’ipocrisia delle versioni ufficiali in una città che aveva paura di conoscere la verità, rompendo il nostro isolamento -Dean Buletti, Checchino Antonini, Cinzia Gubbini e tutta la stampa che ha impedito che venisse calato un velo sulle circostanze della morte di mio figlio, e Filippo Vendemmiati che ha salvato la memoria di ciò che è successo con il suo prezioso film “E’ stato morto un ragazzo” - Francesca Boari, che ha messo nel libro “Aldro” i sentimenti miei e di Federico togliendoli dall’oblio della morte - gli amici di Federico, a cui voglio un gran bene, e che per me sono ciascuno una parte di lui.