Il culto liturgico di san Biagio (3 febbraio) a Ferrara si tiene nella parrocchia di santa Maria Nuova (nella titolazione completa le due dedicazioni sono appaiate: santa Maria Nuova e san Biagio). È questo un luogo di antichissima devozione mariana, era infatti Santa Maria della Neve (ad nives). Gualtiero Medri la dice anche "Santa Maria dei pescatori" o del lago, in tempi remoti infatti la zona era ancora paludosa, come si evince da toponimi locali (via Gusmaria = Lacus Mariae, il lago di Maria appunto). Ma non è un post erudito quello che voglio proporvi bensì un ricordo a me carissimo: mi ci portava l’indimenticata nonna Nella, in realtà mia bisnonna, la quale benchè socialista e mangiapreti non transigeva sul fatto che la gola della putina andava benedetta, perché non si sa mai, e peraltro attorno alla chiesa si teneva – si tiene tuttora, ultima superstite di quel genere di manifestazioni – una fierucola di balocchi & dolciumi. Mi comprava il fischietto di zucchero, ogni volta che ne vedo mi assale la nostalgia...; ancora, mi torna l’immagine di un palloncino colorato che evidentemente sfuggito di mano al legittimo proprietario si era assestato sul soffitto della chiesa… penso che sia uno dei primi ricordi consci della mia vita, dovevo essere molto piccola infatti, e passai la funzione a guardare per aria, forse sperando che magicamente l’oggetto scendesse e si depositasse nelle mie manine…Un’altra fierucola, altrettanto bella, precedeva di poco quella di san Biagio: era quella di sant’Antonio abate (17 gennaio), che si teneva tutto attorno all’omonima chiesa nel quartiere Saraceno… nelle strade della mia infanzia. Si portavano gli animali per la benedizione, l’accesso per loro era quello laterale di via Cavedone. Non ne rimane traccia, anche la chiesa è definitivamente chiusa, e mi piaceva l’idea di lasciarne quanto meno un nostalgico ricordo.
è bello imparare un po' di più su quella che è ormai da due anni la mia città grazie alle tue descrizioni. Non so se questo San Biagio si festeggi ad Arezzo, sono cresciuta in una famiglia in cui la Chiesa era malvista(da mia nonna ma soprattutto da mio nonno)....mentre la benedizione degli animali si tiene, ad Arezzo, nella chiesa di Santa Firmina, nei dintorni, e io fin da piccola ci ho sempre portato la mia Trudi, poi la Trilly e i vari gatti e mia sorella Claudia tuttora porta Dada (la sua cagnolina)
RispondiEliminaBel post, è carino poter "confrontare" le rispettive tradizioni! :)
RispondiEliminaQua a Faenza non c'è una vera e propria festa per S. Biagio, ma in una delle chiese del centro - quella del Suffragio - ancora adesso (oggi!) c'è la benedizione della gola. Vengono anche venduti dei sacchettini con i tradizionali "panini di S. Biagio" (che ormai sono più simili a "pezzetti" di grissini, ma mio padre mi dice che quando era piccolo lui erano veramente piccoli panini) benedetti, da mangiare sempre per preservare la salute della gola.
Shunrei
SHUNREI!!! BENVENUTA ^.^ CHE EMOZIONE
RispondiEliminasi questa cosa delle tradizioni, mi piglia tantissimo. Devi sapere che qui a Fe c'è un monastero di clausura femminile, antichissimo, e per sant'Antonio abate (17 gennaio) fino a un decennio fa le monache preparavano un dolce tipo meringa però tenero, uno spumino diciamo, sembrava neve (fra l'altro in quella data la neve c'è spesso...) e si chiamava "la barba del frate". Ora le consorelle più anziane sono morte, e le giovani vengono da fuori Ferrara, non si fa più... peccato :(